Da tanti anni ormai il destino dell'Acre
si è intrecciato, tramite i missionari dei Servi,
con le persone che partecipano a questo gruppo di solidarietà
missionaria.
Da Rio Branco arrivano richieste di aiuto
per molteplici iniziative, di grande importanza soprattutto
per i bambini "a rischio", prime vittime della
povertà e dell'ingiustizia. Condividere con loro
un po' dei nostro reddito, non solo diventa per noi uno
strumento per promuovere la giustizia che già di
per sé ci fa sentire meglio, ma è anche un'occasione
che ci permette di ricevere molto di più di quello
che diamo: la nostra personale umanità infatti
si arricchisce e matura attraverso questa relazione.
Tre o quattro volte l'anno ci ritroviamo a Ronzano per incontrarci
con i missionari di passaggio all'Eremo, per aggiornare
la nostra conoscenza di quel mondo, per verificare l'andamento
dei progetti in corso e valutare ulteriori forme di solidarietà.
In queste occasioni affidiamo loro il denaro raccolto. Ogni
anno viene organizzato un soggiorno presso le missioni,
aperto a tutti coloro che desiderano conoscere la realtà
di persona.
Il territorio su
cui lavoriamo:
L’Acre
é' uno stato povero, con forti tensioni. A partire
dagli anni '70, i latifondisti (in Brasile l'1% della
popolazione possiede il 30% delle terre fertili), acquistando
a basso prezzo i terreni statali, costrinsero la popolazione
locale ad abbandonare la foresta in cui avevano sempre
vissuto e dalla quale traevano sostentamento con l'antico
mestiere di seringueiros (raccoglitori di caucciù).
Comincia così una crescente migrazione verso
i centri urbani, in particolare verso la capitale Rio
Branco (rispetto al 1970, la popolazione cittadina
è oggi quintuplicata), dove gli indios e i contadini
senza terra arrivano in cerca di lavoro e trovano una
città impreparata ad accoglierli. Nella periferia
pertanto, in zone soggette a periodiche inondazioni,
vanno allargandosi le baraccopoli, senza servizi ed
infrastrutture e ad alto rischio sanitario. Tuttora
vasti quartieri sono privi di acqua potabile, di fognature,
di ambulatori. Per questo la diocesi locale, per sopperire
ai vuoti dei sistema pubblico, impegna le sue forze
nella Pastorale dell'infanzia e della Salute, per migliorare
concretamente le condizioni di vita dei più deboli
ed emarginati.
Povertà
e analfabetismo
Ancora oggi, a causa della povertà,
un sesto della popolazione mondiale è analfabeta, e
quest'ignoranza si accompagna spesso ad una vita di emarginazione
e sfruttamento.
Consapevoli dei valore basilare dell'educazione, cerchiamo
quindi di promuoverla e sostenerla fra i più poveri
dei Brasile, per offrire al maggior numero possibile di bambini
un'alternativa alla strada e un punto di partenza per un futuro
migliore.
Formalmente il sistema educativo pubblico brasiliano è
gratuito e aperto a tutti; di fatto non si dimostra in grado
di affrontare i problemi posti dagli scolari difficili. I
ragazzi provenienti da situazioni familiari o economiche disastrate
sono anche i primi ad essere bocciati, perché mancano
di una base che consenta loro di stare al passo con i normali
ritmi scolastici (i genitori, quasi sempre analfabeti, non
solo non riescono ad aiutarli, ma hanno persino bisogno che
i figli lavorino).
Alcuni dati statistici
Alle elementari il 43% degli alunni brasiliani
viene bocciato e la frequenza media non supera i quattro anni.
Complessivamente il 70% degli studenti è ripetente.
Solo 9 giovani su 100 frequentano l'università: il
75% degli atenei sono a pagamento e costano in media 12.000
dollari annui (mentre il salario minimo di una maestra è
circa di 1200 dollari annui). Oltre quattro milioni di minori
al di sotto dei 14 anni sono costretti a lavorare per molte
ore al giorno, per una paga misera (50/60 dollari al mese)
e in condizioni pericolose. Sette milioni si stima invece
siano i meninos de rua, ovvero bambini semiabbandonati,
lasciati alla vita di strada e a ciò che questa comporta:
degrado nella migliore delle ipotesi, droga e prostituzione
nella maggioranza dei casi.
Attraverso le missioni, vogliamo
contribuire a realizzare delle azioni educative che migliorino
la vita dei bambini, senza sradicarli dalla loro terra e dai
loro affetti.