Finalità:
attività di sostegno alle popolazioni povere dell'Acre
(Brasile)
Qualcosa
che ci riguarda
Il terzo millennio è già in
corso e occorre ancora e più che mai impegnarsi per
liberare l'uomo dall'atroce schiavitù della miseria.
Non solo dando "pane", ma anche cercando di contrastare
i meccanismi che producono le disuguaglianze e calpestano
il diritto alla vita di ciascuno di noi.
Oggi l'umanità potremmo visualizzarla
come su due inconciliabili imbarcazioni: un 20% della popolazione
mondiale viaggia su di un Titanic di lusso consumando l'84%
di tutte le risorse disponibili; la stragrande maggioranza
invece, pari all'80%, è costretta ad aggrapparsi ad
una zattera alla quale arriva solo il 16% dei beni della Terra.
E questo squilibrio, assurdo quanto ingiusto, produce incalcolabili
sofferenze a danno della popolazione, a cominciare dai bambini.
Povertà
e sottosviluppo ai sobborghi di Rio Branco
Insieme possiamo farcela
Sbagliamo se li consideriamo problemi troppo
lontani per lasciarci coinvolgere. L’indifferenza aggrava la situazione, un impegno
personale da parte di ciascuno può invece fare molto.
Anche senza spostarci da casa. Come? Ad esempio attraverso
due esperienze interdipendenti: capire e condividere.
Una strada
di Placido de Castro
Capire, cercando di conoscere
i problemi del mondo e ciò che li provoca, osservando
la realtà con gli occhi di chi soffre, e cercando di
usare questa nuova consapevolezza per fare le scelte di tutti
i giorni.
Condividere, facendo la
scelta di riservare una parte, anche se piccola, delle proprie
risorse economiche per promuovere le condizioni di vita di
coloro resi poveri dai meccanismi globali del potere.