SONO QUESTI I TUOI SANTI

E dunque, Signore, non guardare ai nostri quotidiani tradimenti,

a tutte queste viltà segrete e palesi,

ma guarda alla fede di tutti i giusti della terra:

ai giusti di qualunque religione e fede,

ai giusti senza nome, silenziosi e umili,

uomini e donne di cui nessuno

ha mai avvertito che neppure esistessero

e invece il loro nome era scritto sul tuo Libro.

Signore, guarda a tutti coloro

che non sanno neppure se esisti

e chi sia il tuo Cristo(foirse per causa nostra)

e invece sono vissuti per la giustizia

e la verità e la libertà e l'amore: uomini e donne a te carissimi

fra gli stessi santi dei nostri calendari:

sono loro a comporre la tua gioia,

la grande festa nei cieli. Amen

David M. Turoldo

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La Chiesa

La Chiesa

Chiesa (facciata)     

La struttura della chiesa, nettamente influenzata dalla ristrutturazione domenicana del 1480, è costituita da un'aula unica, tipica delle piccole chiese monastiche, affiancata da una fuga di otto cappelle (quattro per parte) di lieve profondità, coperte da volte con archi a tutto sesto di tipo rinascimentale, in contrasto con la forma gotica del presbiterio con costoloni e volte in muratura e il soffitto dell'aula centrale a capriate lignee scoperte.
È un'architettura di transizione fra il gotico ed il rinascimentale, tipica dell'architetto Gaspare Naldi, che già in città, per esempio nella chiesa di San Giacomo, operava simili aggiornamenti stilistici.
La chiesa si presenta in uno stile tipicamente monastico. Originariamente la parte centrale era costituita da un grande coro riservato ai religiosi per la recita dell' ufficio divino, mentre la parte riservata ai fedeli era limitata alle prime due arcate vicine alla porta d'ingresso ed era divisa dal coro da una grata di ferro.

      Chiesa - Interno

Questa antica divisione, oggi viene ricordata da due semicolonne che sporgono verso la navata. Era la stessa sistemazione della chiesa di S. Domenico in cui il meraviglioso coro, tutto intarsiato, era al centro della chiesa davanti al presbiterio.
Monastica e soprattutto domenicana è tutta l'impostazione architettonica e decorativa.

L'arco trionfale e la porta

Arco trionfale (particolare)

Nell'arco trionfale è raffigurata l'incarnazione, l'ingresso cioè di Gesù Cristo nella Storia della Salvezza. A destra dell'arco è rappresentata Maria; viene cosi evidenziato il suo ruolo nella Chiesa-comunità.
In alto al centro, è raffigurato il Padre celeste, sopra le nubi, che invia lo Spirito a Maria mentre si trova in preghiera. Accanto a Maria, un cartiglio riprende le sue parole: "Ecco la Serva del Signore".
A sinistra è raffigurato l'angelo che reca a Maria l'annuncio del Padre.

Il portale laterale       

L'affresco appena descritto, posto nell'arco trionfale, è la parte più visibile e oggi più importante. Le decorazioni absidali sono scomparse a causa dei tanti rimaneggiamenti fatti lungo i secoli, in particolare durante la peste del '600, quando la chiesa venne completamente coperta di calce per la disinfezione.
Contrapposto all'arco trionfale, é raffigurato, sopra la porta d'ingresso in fondo alla chiesa, il Cristo che risorge dal sepolcro, per indicare l'unità del mistero fra il Cristo che viene al mondo nell'incarnazione, e il Cristo che risorge. La porta d'ingresso indica che Egli è la porta della vita.

I fregi mediano e superiore

Figura allegorica      

Le decorazioni che si notano nel fregio mediano e superiore, che corre lungo tutto il perimetro della navata sopra le cappelle minori, sono una descrizione-esaltazione dell'Ordine domenicano: nel medaglioni sono rappresentati i santi, i papi e i vescovi di questo ordine religioso. Essi stanno ad indicare come la chiesa di Dio si manifesti lungo i secoli, tramite anche la vitalità di questi tralci.

Le Cappelle

Originariamente la chiesa aveva tutte le cappelle minori e il presbiterio affrescati con temi diversi a seconda delle necessità liturgiche o delle esigenze dei benefattori di un tempo. Oggi, dopo un'accurata opera di raschiamento, sono affiorati alcuni affreschi significativi.
Iniziando dal fondo, nella prima cappella di sinistra, che è la più completa, spicca la figura di Maria in trono col bambino. È fiancheggiata dai quattro dottori della chiesa d' Occidente: S. Gregorio, S. Ambrogio, S. Girolamo, S. Agostino.
Qui Maria viene rappresentata come colei che sostiene la Chiesa attraverso la sapienza dei dottori, che, con la loro ortodossia, garantiscono e testimoniano la Parola di Dio.

Nella quarta cappella a sinistra, i domenicani hanno voluto rappresentare la loro famiglia religiosa.
Al centro si vede S. Domenico assiso in trono e fiancheggiato a destra dalla famiglia maschile dei santi e beati domenicani e a sinistra dal gruppo femminile delle suore, tra le quali spicca la Beata Diana D'Andalò, iniziatrice dell'esperienza religiosa femminile a Bologna.
Croce romanica
S. Domenico, nella mano destra tiene una chiesa: è la raffigurazione dell'antica chiesa di Ronzano e sta ad indicare l'inserimento di questo convento nella vita della Chiesa universale.
All'interno di questa cappella è stata anche trasportata una croce romanica che anticamente si trovava nella strada d'accesso al fondo di Ronzano. È una croce simile a quelle che si trovavano alle porte delle città, per indicarne la sacralità. Il modello originale risale al 1000-1100, all'epoca delle prime formazioni religiose dell’ eremo di Ronzano. È in pietra dolce e raffigura, come tutte le croci di quel periodo, il mistero pasquale di Cristo: è croce-risurrezione, con al centro l'agnello pasquale glorioso. Sulle quattro braccia sono disegnati dei viticci e delle foglie di vite: rappresentano l'Eucaristia che costruisce la comunità. Per questo motivo nel suo basamento è stato ricavato il tabernacolo.
Vergine dei Gaudenti     
Nella quarta cappella a destra, è stata collocata un'immagine marmorea della “Vergine dei Gaudenti", del 1300, una vera reliquia che testimonia la presenza di quei frati. Un tempo era situata sulla porta d'ingresso del convento, salvata dai padri domenicani e collocata all'interno per difenderla da vandalismi o furti.
L'opera è di stile gotico: su due colonnine poggia un arco e dentro si trova, in altorilievo, l'immagine della Madonna, in piedi con la mano protesa in avanti, verso il figlio, mentre il viso è rivolto verso i fedeli (è colei che indica e, nello stesso tempo, intercede). Il bambino che ha in braccio è nudo: si presenta nella povertà tipicamente francescana di quel periodo, tutta intenta a valorizzare l'umanità di Cristo quale strumento di salvezza dell'uomo.
Il bambino guarda la madre e nella mano sinistra tiene una croce, segno della redenzione. La stessa croce gli fa da aureola, mentre con la mano destra indica il seno della madre, da cui ha ricevuto vita e nutrimento. È questo doppio gesto della mano, appoggiata al seno di Maria e dello sguardo rivolto a lei, che esprime la risposta del figlio alla preghiera-intercessione della Madre.
Il tipo di aureola che sta dietro alla Madonna, indica l'appartenenza di questa opera ai frati Gaudenti, è infatti formata da una sequenza di foglie di giglio, emblema araldico della milizia.
L'opera nel complesso è di grande pregio artistico e ricca di messaggi teologici e liturgici.
San Tommaso D'Aquino

All'interno di questa cappella, nel pilastro interno, è stata recentemente scoperta anche una pittura integra di S. Tommaso D'Aquino, il rappresentante della famiglia domenicana, che unendo filosofia e teologia nella “Summa Theologica”, ha offerto una sintesi di tutto il sapere umano.
L'artista, in questa pittura, ha voluto evidenziare l'ortodossia della sua dottrina. San Tommaso è seduto davanti ad un banco, tiene un libro vicino al cuore e la mano sinistra in atteggiamento di insegnare. Vicino alle sue orecchie, come se fossero gli ispiratori della sua dottrina, sono raffigurati Pietro e Paolo che tendono la mano verso il libro, Parola di Dio, tanto meditato e approfondito da S. Tommaso durante la sua vita.

 

Le restanti cappelle, che risultano guastate dalle aperture dì antiche finestre (ora richiuse), avevano pitture delle quali appare solo qualche vestigia, in attesa che un accurato restauro riporti in luce ciò che ancora rimane.
Nelle ultime fasi di restauro della chiesa sono apparsi due grandi archi laterali a pieno centro e ricostruiti. È anche stata ripristinata la pavimentazione della chiesa con il suo cotto a formelle quadrate e, durante i lavori, furono anche scoperte tombe con ossa e interi scheletri, probabilmente appartenenti ai frati Gaudenti.
Da ultimo, si può affermare che le vicende religiose, sociali e politiche hanno influito sulla costruzione e sulle caratteristiche architettoniche e decorative dell'attuale struttura, modificandola e lasciando evidenti e contraddittorie tracce.
Il passaggio dei vari Ordini religiosi fu sempre caratterizzato da una volontà di pace in relazione all'ambiente: volontà che si nota ancora oggi nella serenità delle linee, del luogo e del suo stretto rapporto con la natura circostante.
Il messaggio che si ricava dalle pitture e dalle opere d'arte che fanno parte integrante dell'Eremo, parla della vita e delle vicissitudini trascorse nel silenzio del chiostro e testimonia l'impulso spirituale e culturale che informava la vita di coloro che nel corso dei secoli abitarono queste mura. La vita ha influito sull'arte e l'arte oggi rivela la vita d'allora.

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