Inferno XXIII 82-108

Ristetti, e vidi due mostrar gran fretta
de l’animo, col viso, d’esser meco;
ma tardatali ‘l carco e la via stretta.
Quando fuor giunti, assai con l’occhio bieco
mi rimiraron senza far parola;
poi si volsero in sé e dicean seco:
«Costui par vivo a l’atto della gola;
e s’è son morti, per qual privilegio
vanno scoperti de la grave stola?»
Poi disser me: «O Tosco, ch’al collegio
de l’ipocriti tristi se’ venuto
dir chi tu se’ non avere in dispregio».
E io a loro: «I’ fui nato e cresciuto
sovra ‘l bel fiume d’Arno a la gran villa,
e son col corpo chi’ ho sempre avuto.
Ma voi chi siete, a cui tanto distilla
quant’io veggio dolor giù per le guance?
E che pena è in voi che sì sfavilla?»
E l’un rispose a me: «Le cappe rance
son di piombo sì grosse, che li pesi
fan così cigolar le lor bilance.
Frati Godenti fummo, e bolognesi;
io Catalano e questi Loderingo
nomati, e da tua terra insieme presi,
come suole esser tolto un uom solingo
per conservar sua pace; e fummo tali
ch’ancor si pare intorno dal Guardingo». *

* Catalano dei Malavolti (nato a Bologna 1210, morto a Ronzano nel 1285)
Loderingo degli Andalò (nato a Bologna nel 1210, morto a Ronzano nel 1293)
Gli stemmi di entrambi, restaurati dal Gozzadini sono visibili a Ronzano nella Sala dei Priori

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